UN BACIO TRA DUE TERRE
Storie di donne e di confine
Spettacolo teatrale con musica dal vivo all’organetto diatonico
replicabile in teatri, biblioteche, case, cortili, piazze, vicoli, prati, boschi...
All’organetto diatonico: Eleonora Rapone
Scenografia e costumi: Ines Capellari
Musiche: tradizionali eseguite dal vivo
«La cosa che da subito colpisce l’occhio navigato di un uomo di teatro, è la cura attorale per il dettaglio, non c’è un gesto o uno sguardo lasciato al caso, eppure tutto scorre con una naturalezza disarmante. È proprio questa la bravura più preziosa di Francesca Brusa Pasqué: portare in scena verità e non mestiere, restituendo così un senso di autenticità profonda e commovente di ciò che va narrando. In ultima analisi poi il grande valore dello spettacolo risiede nel recupero della narrazione dei territori – paesini di montagna, con i loro aneddoti, canti e tradizioni – fatto non per mero intento folcloristico, ma con intelligenza e cuore. Attraverso il gioco del teatro, quelle memorie si arricchiscono di colori, coreografie e linguaggi, diventando un quadro vivo e pulsante. Il suono dell'organetto di Eleonora Rapone, le danze, le ninne nanne non sono semplici decorazioni: sono la linfa che nutre un racconto che ha valori universali pur essendo particolare. Attraverso la storia d'amore ostacolata tra Maria e Guglielmo, lo spettacolo ci parla con grazia di temi urgenti: la forza delle donne come radice comunitaria, il senso di appartenenza, l'accoglienza del diverso e, infine, la bellissima interpretazione del confine come un "bacio", luogo di incontro e alchimia feconda. È proprio questo l'equilibrio miracoloso di "Un bacio tra due terre": trasformare la nostalgia in uno sguardo attuale, e far sì che la tradizione, raccontata con tanta verità e passione, diventi un potente strumento per parlare al nostro presente».
Giorgio Almasio
Direttore Artistico del Festival “Donne In•canto"
«Leggendo la presentazione dello spettacolo “Un bacio tra due terre” di Francesca Brusa Pasqué, ho immediatamente intuito di essere di fronte all’intreccio giusto, e che, con i suoi richiami al territorio varesotto, sarebbe stato adatto alla sensibilità di un pubblico che vuole sorridere, vuole partecipare, vuole essere ancora tessuto sociale. Francesca Brusa Pasqué è istrionica, dialoga con l’organetto di Eleonora Rapone e dialoga con tutti noi; riempie la sala di ninne nanne della tradizione, omaggia la fatica dura delle donne di montagna, ci fa cantare, ridere, commuovere. L’argomento chiama anche alla consapevolezza: non possiamo indietreggiare davanti “al fantasma redivivo di Maria Teresa d’Austria” che ci propone la definizione di confine, non più come un taglio tra due terre, ma appunto come un bacio. A fatte, mi sono accorta che scegliere di allestire per il mio paese questo spettacolo è stato per me confrontarmi con la forza politica delle scelte culturali, necessaria in tempi complessi. E se l’imperativo categorico degli artisti è quello di spargere bellezza, Francesca ed Eleonora hanno donato a un paese piccolino una domenica indimenticabile, un arricchimento emotivo e culturale testimoniato dai grazie, dagli applausi scroscianti e dal fatto che per una settimana incontrarsi nelle strade di Monvalle ha significato parlare di “che bello eh, un bacio tra due terre”».
Elisa Lungarella
Assessora alla Cultura del Comune di Monvalle, Varese
