di e con Francesca Brusa Pasqué
Scenografie e costumi: Ines Capellari

“Ah che maniera d’elevarsi e d’essere eterna, questa donna!/Di cielo in cielo corre o nuota o canta/ la Violeta terrestre./ Ciò che fu, continua ad essere,/ma questa donna sola/nella sua ascensione non sale solitaria: la accompagna la luce della melissa/dell’oro attorcigliato/della cipolla fritta. (…) Quando nascesti fosti battezzata/Violeta Parra:/il sacerdote alzò l’uva/sulla tua vita e disse:/Parra sei e in vino triste ti trasformerai./ In vino allegro, in picaresca allegria/in fango popolare, in canto semplice/ Santa Violeta, tu ti convertisti,/in chitarra con foglie che riluccicano/al brillare della luna,/in prugna selvaggia/trasformata,/in popolo sincero/in colomba del campo, in un piccolo tesoro (…)”.
E’ Pablo Neruda a raccontarci Violeta Parra, con queste parole che lui le dedicò dopo averla accolta in casa sua, perché cantasse per i suoi ospiti. Sono parole forti, piene di sentimento, che dipingono questa grande artista cilena, come una creatura impregnata di suoni, di odori, di colori, di natura, di terra: della sua terra. Di Violeta, in questo spettacolo, si racconta la vita intensa, fatta di ardue salite e dolorose discese, di legami tessuti con persone e con il suo popolo e di tracce lasciate in ogni angolo del Cile, una vita che lei stessa ha narrato nella sua “Décimas, autobiografia in versi”: in questa raccolta di poesie (tradotta appositamente per questo spettacolo) Violeta parla di sé, della sua infanzia, della famiglia, della perdita dei grandi affetti e del suo viaggio in Europa dove ebbe molto successo sia come cantautrice sia come pittrice e scultrice. E ne parla con tutto l’ardore che la caratterizza, la sua rabbia, l’impegno nella denuncia, l’amore profondo per la vita e per le cose semplici, ma anche la delusione alla fine insostenibile nell’impatto con la dura realtà. Poetessa, cantora, musicista, pittrice e scultrice (le sue opere furono esposte al Louvre), ricercatrice e studiosa del folclore cileno, ancora oggi suscita interesse, oltre che per la sua arte, per come affrontò la vita: donna piena di energia e di rabbia, eppure dolce e passionale, fragile come la creta (“Santa di pura creta”, la definisce Neruda), mossa da grandi ideali, grande creatività e senso artistico. Violeta lottò strenuamente per i suoi ideali, denunciò la povertà, gli abusi, cantò le ingiustizie, ma ringraziò la vita fino alla fine, fino al giorno del suicidio, cantando “Gracias à la vida”, la canzone che la rese famosa in tutto il mondo, prima di chiudere il suo ultimo concerto. Di tutto questo si narrerà nello spettacolo, in cui racconti, musica, poesie, colori, daranno vita a questo personaggio, nel tentativo di restituire almeno in piccola parte, la sua profonda umanità e la sua grandezza.
Note scenografiche di Ines Capellari
Nella scenografia di “Contar Violeta Parra”, prosegue un lavoro (nato dalle precedenti collaborazioni con Francesca Brusa Pasqué) di sperimentazione con i tessuti, dove questo materiale viene utilizzato tagliato, cucito, accostato, sagomato, impreziosito e ricamato per creare non solo i costumi ma anche i fondali, i volumi e gli oggetti di scena, oppure altri personaggi o elementi visivi degli spettacoli. La scena di Violeta Parra risente della suggestione dei suoi quadri, per la scelta dei colori e per il taglio prospettico dell'ambiente che, a partire dallo spazio vuoto, il personaggio dipana e costruisce pian piano. I pochi oggetti utilizzati sono stati scelti per la loro valenza simbolica, e alcuni duttili elementi di costume hanno la funzione di segnare passaggi importanti della storia della protagonista. Il lavoro a stretto contatto con l'attore ha portato alla scelta di immagini, forme e colori che tendono all'essenziale, al simbolico, per poter comunicare con maggiore forza e immediatezza, il mondo di Violeta Parra e il suo sentire appassionato.
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FRANCESCA BRUSA PASQUÉ
Da dodici anni attrice stabile nel Teatro Blu di Varese, inizia la sua carriera teatrale nel 1986 collaborando con diverse compagnie teatrali. Consegue la sua formazione artistica frequentando laboratori teatrali con vari maestri, tra cui Claudio Bernardi (espressività), Marco Paolini (narrazione), Naira Gonzalez (recitazione), Ariella Vidac (contact improvisation), Michela Lucenti (coreografia vocale), Monica Francia (teatro fisico), Bano Ferrari e Pep Bou (clownerie), Marina Tortelli (teatrodanza), Giuliano Scabia (teatro), Nausicaa Nisati (canto).
Si laurea in Storia del Teatro con tesi dal titolo “Teatro e territorio. Analisi di un caso: Il Teatro Città Murata” e si diploma alla scuola triennale "Anabasi" del C.R.T. di Milano. Per sei anni ha fatto parte del gruppo di ricerca sul "Teatro degli Affetti" coordinato da Giulio Nava.
Realizza con l’Associazione Immaginarte, la messinscena delle fiabe musicali "MILLE E UNA NOTA-SHAHRAZAD E LA LAMPADA DI ALADINO" (Stagioni 2003-2004 e 2004-2005 al Teatro Sociale di Como; Stagione Estiva 2004 al Castello Sforzesco di Milano) e "FIABA ZIGANA. LA SCATOLINA MAGICA" (2005, in Stagione al Teatro Sociale di Como), di cui ha curato testo, regia e narrazione. Partecipa allo spettacolo "ADDII" di Riccardo Caporossi, replicato al "Festival Santarcangelo dei Teatri". Collabora con musicisti (Alessandro Cadario, Musici Estensi, Marco Conti, Patricio Morales) e danzatori (Roberta Parmigiani, Patrizia Canavesi), in spettacoli e performances multimediali.
Da qualche anno la sua ricerca si è fortemente orientata sulla narrazione, dando vita a un suo Teatro di Narrazione, creando uno stile personale che unisce racconto e teatro. Questo percorso di ricerca è sfociato in un progetto interculturale intitolato "FIABE DAL MONDO", che vede la messinscena di fiabe straniere con l'ausilio di strumenti musicali, canti, danze, musiche e delle scenografie e costumi di Ines Capellari.
Con il suo Teatro di Narrazione, debutta nel 2005 con lo spettacolo "SHAHRAZAD E LA LAMPADA DI ALADINO". Nel 2006 debutta con "FIABA INDIANA-L'ARCOBALENO E LE ANATRE" ed è ospite, accanto ad artisti di fama internazionale, alla settima edizione di "Racconti di qui e d'altrove. Festival Internazionale di Narrazione" (Arzo-Svizzera). Nel 2007 realizza la nuova versione di "FIABA ZIGANA-LA SCATOLINA MAGICA". Debutta nel 2008 nella Stagione TeatroRagazziMilano con "FIABA BRASILIANA-CLARITA DALLE BELLE DITA". Nell'estate 2009 è stata ospite per tre serate al Minifest di OperaEstate Festival del Veneto, con tre sue produzioni. "CONTAR VIOLETA PARRA" è la sua ultima produzione. Oltre all'attività di attrice e narratrice, conduce laboratori di espressività teatrale e narrazione per tutte le fasce d'età e corsi d'aggiornamento per insegnanti.
INES CAPELLARI
Laureata in scenografia a Brera nel 1996. Nel 2005 ha conseguito il diploma di Educatrice alla teatralità al Crt Teatro Educazione di Fagnano Olona. Dal 1996 ha collaborato con cooperative e con diverse compagnie teatrali, progettando e realizzando scenografie, maschere e costumi per spettacoli di teatro, teatro ragazzi, animazioni, teatro di strada e di figura. Conduce laboratori, workshop e lezioni di scenografia presso il C.R.T. di Fagnano Olona (VA) e al master di Educazione alla Teatralità presso l'Università Cattolica di Milano. Da quattro anni collabora con Francesca Brusa Pasqué nel progetto "Fiabe dal mondo".